Mapei-Sassuolo: FFP e una sponsorizzazione fuori mercato

Settima dopo 20 partite con 31 punti, la squadra di Squinzi oggi è in zona Europa League. Qualora il campionato per la squadra emiliana dovesse concludersi con la conquista del diritto a partecipare alle competizioni europee, l’ingente valore della sponsorizzazione da parte di Mapei, in chiave Fair Play Finanziario, potrebbe essere oggetto di valutazione al “fair value”.
Infatti, per arginare il fenomeno delle maxi-sponsorizzazioni delle parti correlate, uno dei parametri del FFP ritiene che una sponsorizzazione debba essere soggetta ad una rettifica in base al “fair value”, quando l’importo della stessa sia pari o superiore al 30% delle entrate totali del richiedente la licenza. Ad oggi la voce ricavi da sponsorizzazioni pesa per il 39,5% sul fatturato netto della squadra emiliana.

Prima di entrare a pieno sul tema chiave dell’articolo, alcune premesse.
Dopo due annate pressoché positive sotto l’aspetto economico-finanziario, il club neroverde ha dovuto ridefinire la situazione dei conti alla fine del giugno 2014. Dopo l’utile dell’ultimo anno disputato nella categoria cadetta e la piccola perdita patita a fine 2013 (158 mila euro a fronte di ricavi per 31,68 milioni), il rosso cumulato a giugno 2014 è stato di 12,7 milioni.
Risultato pronosticabile, nonostante i ricavi operativi fossero in aumento a 55,77 milioni, se considerato il risultato del primo semestre, che faceva notare 12,6 milioni di perdite. All’incremento dei ricavi ha fatto da contraltare un altrettanto importante aumento dei costi, soprattutto alla voce “costo del personale”, cresciuto da 22,75 a 45,53 milioni. Raddoppiati a 12,06 milioni anche gli ammortamenti.
Il risultato d’esercizio negativo ha quindi obbligato il Sassuolo Calcio a ripianare interamente le perdite. Operazione effettuata facendo ricorso alle riserve iscritte a bilancio perché, tra le altre cose, il patrimonio netto era diventato negativo per 9,5 milioni.
La controllante Mapei ha coperto con propri versamenti (9,5 milioni per l’appunto) le perdite residue pari al patrimonio netto negativo dopo l’azzeramento delle riserve (1,5 milioni di riserva versamenti in conto capitale e 1,6 milioni di riserva straordinaria) e del capitale sociale, ricostituendo quest’ultimo per 5 milioni.
Il Sassuolo (tramite sempre Mapei) è inoltre l’unica squadra di serie A ad essere, assieme alla Juventus e all’Udinese, proprietaria dello stadio in cui gioca, in questo caso quello di Reggio Emilia (ex Giglio), rilevato dal fallimento della società Mirabello 2000 per 3,8 milioni.
L’impianto frutta alla società “ricavi da gare” per € 3.677.268, aumentati rispetto ai € 1.613.938 dell’esercizio precedente. L’incasso da abbonamenti è più che raddoppiato e, pur non avendo un importante bacino di tifosi, la proprietà sulla struttura permette al Sassuolo di evitare costi di affitto (presenti a bilancio in quasi tutte le altre realtà calcistiche della massima serie) e rimpinguare il fatturato.

Dopo queste meritevoli premesse, arriviamo quindi al punto.
Il dato particolarmente interessante a bilancio per il Sassuolo Calcio è quello che riguarda la voce “ricavi commerciali”. Analizzando bene la nota integrativa si scopre che dei 28,23 milioni di suddetti ricavi, ben € 22.046.000 sono introiti da sponsorizzazione, elargiti da Mapei (l’anno precedente erano invece pari a € 15.564.760).
Se si confrontasse il valore della sponsorizzazione del Sassuolo con i valori medi della Serie A, emergerebbe la sua rilevanza. Juventus e Milan (negli ultimi anni le migliori per ricavi da sponsorizzazioni), fresche di rinnovo contrattuale rispettivamente con Jeep e Emirates, ricavano da questi marchi entrambe 17 milioni annui, bonus esclusi.
Il club di Squinzi guida allora tecnicamente la speciale classifica sui ricavi da sponsorizzazione in Serie A, che in totale, sommando il valore dei contratti delle varie tipologie di sponsor di maglia, registra circa 91 milioni (quasi ¼ è quindi grazie al Sassuolo).
Come dicevano, ad oggi la voce ricavi da sponsorizzazioni pesa per il 39,5% sul fatturato netto della squadra emiliana.

Si noti che l’articolo 3 del Regolamento UEFA sul Financial Fair Play, che dà la definizione di “Significant influence”, interesserebbe da vicino anche la FCA-Juventus, i cui però ricavi commerciali pesano per il 16,5% sul proprio fatturato netto.

Considerato quanto scritto sopra, per il Sassuolo si può legittimamente parlare di “Mapei-dipendenza”: la continuità aziendale dipende infatti dall’adeguato supporto finanziario fornito dalla controllante Mapei. Dopo i primi due anni in Serie A conditi da un’ottima gestione economico-finanziaria, anche il Sassuolo è stato costretto a fare i conti con le ingenti spese da personale tesserato che richiede la massima categoria italiana. L’importante sponsorizzazione decisa da Squinzi, che non bada a spese per la propria passione calcistica, è da intendersi proprio come aiuto finanziario in risposta all’aumento del 118% dei costi societari stagionali.
Qualora, seguendo la più rosea delle aspettative, il Sassuolo fosse tra le prime 5 alla fine del campionato, i conti della squadra emiliana dovrebbero incorrere in un’attenta valutazione da parte degli organi UEFA. Il costo per il personale tesserato supera infatti il 70% dei ricavi (che incidono per l’81,6% sul fatturato netto). Secondo il Regolamento in questione inoltre il Uefa Financial Control Body potrebbe inoltre adeguare i risultati della valutazione di bilancio in base alle entrate per sponsorizzazioni, scegliendo un livello appropriato (“fair value”- valore equo) a seconda dei prezzi di mercato, al fine di far rispettare i parametri del FFP alla squadra emiliana, consentendole di uniformarsi ad essi ed ottenere così la licenza UEFA.

 Riccardo Richter
@riccrichter

 

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9 risposte a Mapei-Sassuolo: FFP e una sponsorizzazione fuori mercato

  1. Randolph Carter ha detto:

    è vero, ma non può essere che il ritorno di immagine a lungo termine per Mapei valga l’investimento nel Sassuolo? O quantomeno che il valore della sponsorizzazione sia superiore a quello calcolato dalla media del campionato…

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    • L'angolo del Press ha detto:

      Caro Randolph, sono pienamente d’accordo con te. Lo scopo di una sponsorizzazione è proprio quello di avere un ritorno d’immagine, se possibile “economicamente superiore” all’investimento effettuato. Tuttavia per il Financial Fair Play, al fine di evitare maxi-sponsorizzazioni che limitino la competitività di una lega, queste devono essere coerenti con i prezzi di mercato delle altre sponsorizzazioni.
      Riccardo Richter
      @riccrichter

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  2. Marc ha detto:

    la sponsorizzazione FCA da 17 milioni è il 16,5% del fatturato? non mi torna questo dato. Credo che in percentuale su un fatturato, al netto delle plusvalenze, di 329 milioni sia di molto inferiore. Sbaglio?

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  3. L'angolo del Press ha detto:

    La percentuale è riferita all’intero ammontare della voce “ricavi da sponsorizzazione” (53,76 milioni nel 2014/15), che chiaramente non comprende solo i proventi derivanti da FCA. Questo dato rapportato al fatturato netto dà 16,5 in percentuale! Un cordiale saluto.

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    • Marc ha detto:

      grazie per la risposta.
      Un ultimo dubbio: quindi in linea teorica la sponsorizzazione FCA a quanto potrebbe spingersi senza violare questo limite del FFP?
      grazie e cordiali saluti.

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      • L'angolo del Press ha detto:

        Il FFP stabilisce che l’importo della sponsorizzazione non deve essere superiore al 30% delle entrate totali del club. In caso di violazione la sponsorizzazione è rettificata in base al “fair value”. Nel caso della Juventus bisognerebbe attendere il fatturato netto del 2016 per una stima precisa, visto che il rinnovo del contratto di sponsorizzazione con FCA produce i suoi effetti dalla stagione in corso. In ogni caso viste le cifre dei top club europei, e tenuto in considerazione che il fatturato bianconero è destinato a crescere, a mio avviso la cifra potrebbe sicuramente anche essere raddoppiata senza rischiare nulla!

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      • Marc ha detto:

        l’ultima e poi non rompo più 🙂 . Se ho capito bene,quindi, esempio una società che fattura 300 milioni potrebbe permettersi una sponsorizzazione della casa madre fino a 90 milioni che sarebbe pari al 30% del fatturato? se è così la casa madre della Juventus è abbastanza tirchia 😀

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      • L'angolo del Press ha detto:

        Non disturbi affatto Marc, anzi ci fa piacere veder sollevate certe tematiche. Comunque si, hai capito bene. Buona serata, continua a seguirci se ti va! 😉

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