NBA e Salary Cap: come funziona la regola alla base della maggior competitività!

Il Salary Cap è la regola aulica della NBA, quella che stabilisce la cifra massima che ogni squadra può spendere per il pagamento degli stipendi dei propri giocatori.
Il tetto di spesa salariale è utile per fare in modo che il campionato rimanga sempre equilibrato, evitando che solo le squadre più ricche possano ambire alla vittoria dell’anello e che troppi giocatori “All Star” facciano parte dello stesso roster.

Anche se teoricamente il tetto salariale non può essere oltrepassato, nella pratica questo può avvenire. Ecco allora nel dettaglio le tre grandezze base che descrivono come si articola questa regola NBA e quali siano le risposte ai casi di sforamento del limite salariale stabilito:

  1. Salary Cap: è imposto dalla Lega, calcolato per singola stagione sulla base dei ricavi ottenuti nella stagione precedente. È il cosiddetto limite salariale che non va superato. Per gli amanti dei numeri la formula è la seguente: (44.74% dei ricavi della Lega – Benefit relativi alla stagione successiva) ⁄ 30 (Numero delle squadre NBA)
  2. Monte ingaggi: è semplicemente il totale degli ingaggi stagionali dei giocatori sotto contratto per ogni singola squadra. L’ingaggio di ogni giocatore è calcolato dividendo il valore del suo contratto lordo pluriennale per gli anni di contratto rimanenti. La principale differenza rispetto al sistema europeo è che il valore di ogni contratto è sempre espresso al lordo, e le tasse sono a carico del giocatore stesso! L’ammontare totale degli ingaggi stagionali dei giocatori deve essere inferiore o uguale alla cifra stabilita dal Salary Cap. A volte però (anche se non dovrebbe succedere) può capitare che la cifra sia superiore al limite imposto dalla NBA. Ecco allora il meccanismo punitivo della Luxury tax scelto dalla lega.
  3. Luxury tax: è imposta anch’essa dalla NBA ed è calcolata alla stessa maniera del Salary Cap, aumentando però la percentuale dei ricavi su cui far riferimento: (53.51% dei ricavi della Lega – Benefit relativi alla stagione successiva) ⁄ 30 (Numero delle squadre NBA). Le franchigie che superano il Salary Cap, e il successivo spazio “cuscinetto” stabilito per le eccezioni di rinnovo, sono costrette a pagare una penale salata ed incrementale basata sulla cifra dello sforamento.

salary

 1b87a978ba446b6f4bc339de80f4d68d

Come si può vedere dalla tabella sovraesposta, la cifra del Salary Cap ha avuto un andamento crescente nel corso degli anni. La cifra massima per i monte ingaggi nel campionato 2014-2015 è stata di $63.065 milioni, con la soglia della Luxury Tax che ammontava a $77 milioni. Per la stagione 2015-2016 in corso la cifra si è alzata a $70 milioni, con la Luxury Tax arrivata a toccare addirittura i $84.740 milioni. Le franchigie che dovessero valicare quest’ultima soglia sono tenute a versare alla lega una precisa sanzione pecuniaria, che viene ulteriormente aumentata in caso di recidività (sono considerati “repeater” coloro che sono stati sanzionati per tre volte nelle ultime quattro stagioni). Superare per più di 4 milioni di dollari il limite della Luxury Tax comporta l’ingresso nell’ultimo scaglione salariale previsto dal regolamento chiamato Apron. In tal caso, oltre al pagamento di cospicue penali, si è soggetti a delle forti restrizioni nelle operazioni di compravendita di giocatori.

Superato quindi anche lo spazio “cuscinetto” previsto dopo il tetto del Salary Cap, le penali che devono essere pagate dalle franchigie sono incrementali, secondo il seguente schema:

  • Da 0 a 4.999.999 $ = tasso di 1,50 $ per ogni dollaro sopra il limite.
  • Da 5 milioni a 9.999.999 $ = tasso di 1,75 $ per ogni dollaro sopra il limite.
  • Da 10 milioni a 14.999.999 $ = tasso di 2,50 $ per ogni dollaro sopra il limite.
  • Da 15 milioni a 19.999.999 $ = tasso di 3,25 $ per ogni dollaro sopra il limite.
  • Oltre i 20.000.000 $ = tasso di 3,75 per ogni dollaro sopra il limite + aumento del tasso di 0,50 $ ogni 5.000.000 $

Il motivo principale a cui si deve la nascita della Luxury Tax è la tipica teoria di Robin Hood, cioè “prendere ai ricchi per dare ai poveri”. Chi supera quest’ultima soglia deve pagare le suddette penali, e provoca una reazione a catena che porta a redistribuire una parte del denaro raccolto a quelle squadre che hanno invece rispettato nella stagione il tetto salariale evidenziato dal Salary Cap.

Il sistema fiscale utilizzato dalla NBA, così come strutturato, permette a tutte le squadre di poter migliorare i propri roster e competere economicamente alla pari con tutti. Così facendo anche la franchigia che non ha mai vinto nulla può sperare di diventare, nel giro di un paio di anni, la nuova regina della massima associazione sportiva statunitense di pallacanestro.
Seppur il meccanismo del Salary Cap abbia incrementato la competitività e l’appeal sportivo della lega, d’altro canto il contemporaneo e continuo aumento della cifra annua stabilita per questo tetto salariale preoccupa, e non poco, i club europei. I talenti del nostro continente sono infatti attratti dalla possibilità di emigrare oltreoceano al fine di firmare contratti faraonici che i club europei non sono in grado di pareggiare.

Federico Fortuna
@fedefortu13

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in NBA, Pallacanestro - Basket e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

2 risposte a NBA e Salary Cap: come funziona la regola alla base della maggior competitività!

  1. Randolph Carter ha detto:

    Grazie, spiegazione molto chiara… Molte franchigie sforano nel budget? Si hanno dati in merito? Con quanto anticipo si conosce l’ammontare del salary cap per l’anno successivo?

    Mi piace

    • L'angolo del Press ha detto:

      Innanzitutto grazie Randolph per le interessanti domande.
      Comincio col dirti che, di solito, il salary cap e la connessa luxury tax vengono decise dalla NBA intorno al periodo estivo precedente l’inizio della stagione (quest’anno, ad esempio, a luglio).
      Quest’anno sono dieci le squadre ad aver sforato il salary cap. Te le elenco con i rispettivi stipendi totali:

      1) Cleveland Cavaliers – 110.237.822 $
      2) Los Angeles Clippers – 98.004.843 $
      3) Oklahoma City Thunder – 94.692.910 $
      4) Miami Heat – 93.366.370 $
      5) Golden State Warriors – 93.172.712 $
      6) Brooklyn Nets – 91.053.313 $
      7) Chicago Bulls – 88.996.562 $
      8) San Antonio Spurs 87.110.810 $
      9) Detroit Pistons – 85.861.800 $
      10) Houston Rockets – 84.750.607 $

      Spero di aver soddisfatto le tue curiosità! 😉
      Federico Fortuna @fedefortu13

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...