Basket: Giovani e Parametri dei giocatori

Vediamo di fare il punto della situazione su una parte della pallacanestro spesso messa in ombra, quella parte che è il vero polmone dell’attività professionistica e che rappresenta il vero mondo della pallacanestro nazionale: le cosiddette Minors, ovvero i campionati dalla DNB fino alla prima divisione.

La lente di ingrandimento dei mass media cade sempre e solo sui campionati che muovono sponsor, interesse e pubblico (quindi praticamente solo la serie A e in parte la Legadue), dimenticando come al di sotto della DNB ci siano campionati che accolgono la stragrande maggioranza dei tesserati.
Rimanendo in ambito regionale il problema principale è sempre stato quello di non riuscire più a reperire degli sponsor per finanziare la stagione agonistica.

Il non trovare sponsor significa chiudere, questo anche a causa delle nuove normative introdotte che molte società non hanno saputo recepire nel migliore dei modi, ossia la regola dei tesseramenti che hanno martoriato tutte le squadre dalla serie D fino ai campionato professionistici. Da un lato alcune realtà si sono adeguate alla regola dei parametri investendo maggiormente le poche risorse a disposizione nei settori giovanili, diventati sempre più l’unico tesoretto a cui attingere per finanziare l’attività sportiva. Chi negli anni non ha investito nel settore giovanile è stato o sarà costretto a chiudere, ma anche qui ci sono vari intoppi in cui può incappare una società professionistica: come tutti sanno un giocatore di basket si svincola dalla società di appartenenza a 21 anni e in seguito può tesserarsi con qualsiasi squadra, ma è soggetto a un parametro. Il parametro viene pagato dalle società che tesserano il giocatore dopo lo svincolo e i beneficiari sono :

  • società reclutante: 15%
  • società svincolante: 85%

Non dimentichiamoci che la FIP, su ogni contributo corrisposto, trattiene il 3% sul totale che concorrerà a formare un fondo per crediti insoluti cui ricorrere in caso di società inadempienti.
Ricapitolando, la percentuale che una società ottiene “formando” un giocatore per uno o più anni è così suddivisa:

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Di seguito, invece, vi elenco, per ogni campionato, le varie quote di tesseramento che la Lega ha imposto ad ogni squadra:

SERIE D: 300 € (90 alla FIP, 210 alla società titolare dello svincolo)

C REGIONALE: 1.200 € (350 alla FIP, 850 alla società titolare dello svincolo)

DNC: 3.000 € (1.400 alla FIP, 1.600 alla società titolare dello svincolo)

DNB: 6.000 € (3.950 alla FIP, 2.050 alla società titolare dello svincolo)

GOLD e SILVER: 9.000 € (6,100 alla FIP, 2.900 alla società titolare dello svincolo)

SERIE A: 12.500 € alla FIP

Cerchiamo ora di vedere come la FIP ha tentato di tutelare ed incentivare l’utilizzo dei giovani italiani nei nostri campionati. Da sempre, la Lega ha cercato di individuare quali potessero essere gli strumenti più adatti per porre un freno al sempre più massiccio utilizzo di atleti stranieri in quasi tutte le società professionistiche. L’esigenza di tutelare quanto più possibile la valorizzazione degli atleti italiani, introducendo dei limiti all’utilizzo di stranieri, tuttavia, ha da sempre trovato feroci opposizioni da parte delle società, restie ad accettare imposizioni di suddetta natura e favorevoli invece all’abolizione di qualsiasi vincolo sui tesseramenti. E anche laddove, talvolta, su pressioni provenienti in particolare dalla GIBA (Giocatori Italiani Basket Associati), tali limiti siano stati introdotti, i risultati si sono spesso rivelati insoddisfacenti.

Così è stato, ad esempio, per la regola sui cosiddetti giocatori under, ossia gli atleti più giovani, nati da una certa annata in poi, che una società è obbligata a presentare a referto a ogni gara in un numero variabile a seconda del campionato.
Per ovviare a questo problema, dalla delibera n. 276 del 18/5/2009, si è introdotto il concetto di atleta di formazione, sulla falsariga di ciò che sta accadendo anche nel pianeta calcio, dove sia la FIFA sia la UEFA stanno tentando anch’esse di introdurre strumenti in grado di salvaguardare i vivai nazionali. Il concetto di “formazione sportiva” è stato disciplinato, per quanto concerne il settore professionistico e dilettantistico della pallacanestro maschile, all’art. 11 bis del Regolamento Esecutivo Professionistico, ove si precisa che per atleta di formazione si debba intendere: «l’atleta, senza distinzione di cittadinanza, formato nei vivai italiani, che abbia partecipato a Campionati giovanili della Federazione per almeno 4 stagioni sportive».
Viene anche precisato che: «La partecipazione al Campionato giovanile si intende assolta con l’iscrizione a referto ad almeno 14 gare. La partecipazione a Campionati giovanili con tesseramento minibasket non è valida per l’adempimento dei quattro anni di attività giovanile. La partecipazione al Campionato under 21 non è valida per l’adempimento dei quattro anni di attività giovanile. Tutti gli atleti under 19, senza distinzione di cittadinanza, acquisiscono la formazione italiana nel quarto anno di partecipazione ai Campionati federali giovanili, successivamente la conclusione della prima fase del rispettivo Campionato di categoria».

Affinché un giocatore possa definirsi “formato” pertanto, egli deve aver sostanzialmente trascorso un periodo di quattro anni nel settore giovanile di una società. Tale requisito richiesto dalla Federazione, non sembra, in effetti, essere solo strumentale a limitare l’accesso di sportivi di nazionalità straniera, ma costituisce piuttosto un requisito tecnico-sportivo, come ha correttamente chiarito la FIP. L’inciso «senza distinzione di cittadinanza» escluderebbe, di per sé, qualsiasi possibile conflitto con i principi cardine dell’ordinamento europeo. Le problematiche, tuttavia, nascono nel momento in cui il concetto di formazione va a combinarsi con gli obblighi imposti alle società nella scelta dei giocatori da iscrivere a referto gara per gara.
Gli studi di settore hanno poi dimostrato che obbligare le squadre a schierare a referto un determinato numero di giovani si è rivelato un correttivo insoddisfacente, in quanto è vero sì che tra i 10/12 convocati vi è un cospicuo numero di giovani, spessissimo italiani, ma è anche vero che la maggior parte di loro trascorre la totalità del tempo di gioco seduta in panchina, a onor di firma, e la cosa diventa solo che controproducente per lo sviluppo dei suddetti giocatori.

Federico Fortuna
@fedefortu13

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27 risposte a Basket: Giovani e Parametri dei giocatori

  1. Nicola ha detto:

    Salve
    Io sono due anni che non sono tesserato (campionato serie d) pago lo.stesso il parametro? ?

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  2. Luisa ha detto:

    Salve, mio figlio 13 anni, quest’anno dovrebbe giocare nell’under 14, ultimi 2 anni ha giocato in una società, se quest’anno volesse cambiare società lo può fare o deve chiedere il nulla osta alla società dello scorso anno? Quest’anno non è stato ancora tesserato Luisa

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    • L'angolo del Press ha detto:

      Ciao Luisa, innanzitutto grazie per il commento produttivo. Se tuo figlio è stato tesserato per la società per la quale ha giocato questi ultimi due anni, devi chiedere il nulla osta poiché da “minibasket” è passato a “basket”. In caso contrario, sarebbe il suo primo tesseramento e quindi il nulla osta non è richiesto, ma sarà necessario in futuro su qualsiasi tipologia di trasferimento. Speriamo di aver risolto i tuoi dubbi, rimaniamo a tua disposizione!

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  3. luigi ha detto:

    Ho una domanda da fare alla cortese attenzione degli esperti settori.Può un giocatore di serie B cambiare squadra in altra di B?grazie

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    • L'angolo del Press ha detto:

      Buonasera Luigi, grazie per la tua domanda. L’atleta può cambiare squadra, anche nello stesso campionato, sia nel caso di trasferimento sia nel caso di prestito ad un’altra società (da notare che ci sono massimo due operazioni di prestito consentite durante l’anno sportivo). È necessario in ogni caso il nulla osta della società per cui è tesserato.

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  4. maria ha detto:

    Sono la madre di un giocatore di 16 anni finito a margine del progetto della società di appartenenza (serie C), per ottenere il nullaosta o la possibilità di tesserarlo presso una nuova società per evitare che smetta cosa mi suggerite di fare e come dovrei dal punto di vista regolamentare comportarmi essendo in buoni rapporti con la società di appartenenza?

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    • L'angolo del Press ha detto:

      Buonasera Maria. Innanzitutto grazie per la domanda ed il fatto che ti sei rivolta a noi. Per rispondere al tuo dubbio, essendo in buoni rapporti con la società d’appartenenza, dovresti spiegare la situazione del ragazzo alla società e richiedere appunto il nulla osta della società per andare a giocare in prestito in un’altra squadra, magari chiedendo direttamente alla società di consigliarti la squadra nella quale mandare tuo figlio a giocare.
      Speriamo di aver risolto il tuo dubbio!

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  5. simona ha detto:

    Mio figlio di 13 anni tesserato per una società vuole provare qualche allenamento in altre società. Per il nulla osta mi hanno detto che deve indicare da che data a che data prova e che non puo’ provare contemporaneamente in piu’ società. E’ vero?

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  6. L'angolo del Press ha detto:

    Buongiorno Simona,
    grazie per esserti affidata a noi. Funziona così: per ogni società in cui tuo figlio vuole provare devi farti rilasciare il nulla osta dalla società dov’è attualmente tesserato. Quindi ad ogni società corrisponderà un nulla osta.
    Speriamo di essere stati più chiari possibile e di aver chiarito i tuoi dubbi!

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    • simona ha detto:

      Sì ok questo l’ho capito. Ma è vero che non può provare contemporaneamente in due società. Cioè i nulla osta non possono avere le stesse date?

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  7. L'angolo del Press ha detto:

    Si esatto, devono essere periodi diversi!

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  8. Enrico Marchisio ha detto:

    Buongiorno le chiedo di chiarirci questo dubbio in merito a mio figlio classe 2000 che gioca da una vita a pallacanestro. Tesserato regolarmente presso la societa’ sportiva A nella stagione 2012/2013 come under 13, ha disputato un campionato FIP. Stesso discorso per i due anni successivi ovvero stagione 2013/2014 Under 14 e 2014/2015 Under 15. Poi succede l’imprevisto ovvero la squadra viene sciolta e per la stagione 2015/2016 mio figlio va in prestito presso un altra societa’ B come Under 16 non potendo la societa’ di appartenenza A offrire un campionato della sua annata. La società B che prende in prestito mio figlio dopo 2/3 mesi mi dice che gradirebbe rilevare il cartellino di mio figlio ma la societa’ di appartenenza A non vuole. Cosi’ succede che mio figlio, la stagione successiva 2016/2017 e’ costretto a trovare un’altra societa’ sportiva C (Under 18) perche’ la societa’ B preferisce investire se detiene il cartellino. Ormai e’ giunta la fine di questa stagione e la societa’ C gradirebbe rilevare il cartellino di mio figlio.
    Conoscendo come si comporta la societa’ di appartenenza A, ho paura di tornare ancora a fare il giro delle “sette chiese” anche perche’ per l’anno prossimo (stagione 2017/2018) è quasi certa la non partecipazione ad un campionato Under 18 per mancanza di atleti ma sono certe che proporra’ nuovamente un prestito…cosa posso fare per chiudere definitivamente il discorso del cartellino con la societa’ di appartenenza A ? La mia paura e’ che mio figlio poi si stufi di cambiare continuamente e che possa smettere di giocare….attendo una gentile risposta
    grazie mille

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    • L'angolo del Press ha detto:

      Buongiorno e grazie per la domanda, purtroppo molto attuale. Mi spiace confermarle le sue paure ma non ci sono altre soluzioni che far trovare un accordo tra la società A e l’altra in cui vorrebbe andare, sperando di non dover arrivare al punto di dire “se non mi fate andare mio figlio vuole lasciare la pallacanestro”. In bocca al lupo!

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  9. Giorgio Lombardo ha detto:

    Buongiorno, ma il parametro andrà pagato una tantum o annualmente?

    Grazie

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    • L'angolo del Press ha detto:

      Buongiorno!
      Il parametro è una quota che la società paga annualmente così ripartita: il 15% alla società che detiene il cartellino e la restante percentuale viene divisa e destinata alle società nelle quali l’atleta ha giocato durante le stagioni precedenti

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  10. Cesare ha detto:

    Buongiorno, vorrei chiedervi la seguente informazione, mio figlio classe2000, ha fatto la prima stagione 2012/2013 come U13, presso una società che l’ha tesserato a suo tempo, nelle stagione sportive successive, poi non ci furono i presupposti per continuare e la squadra divisa andò in prestito presso altre squadre, per le stagioni successive è andato in prestito presto altre società sportive, ma che tante volte lo scrivevano a referto ma trascorreva il tempo in panchina e non giocava, morale finiva per cambiare squadra due volte in un anno, nella stagione 2015-2016 vinse una borsa di studi da una scuola americana è andò negli Stati Uniti a fare il secondo anno di liceo, al ritorno la sua passione per questo sport era aumenta tantissimo, nonostante tutte le difficoltà lui continua ad allenarsi e a studiare la pallacanestro anche da solo, perché un giorno vorrebbe fare l’allenatore. Adesso ha la possibilità di trasferirsi nuovamente all’estero ma all’interno dell’Europa per continuare i suoi studi, abbiamo contattato la società sportiva estera la quale ci ha chiesto di fare avere lo svincolo sportivo e di rinuncia ad ogni pretese economiche da parte della società che possiede il tesserino, perché riferiscono che è probabile che la FIBA possa chiedere un pagamento detto “fondo di solidarietà” nel caso risultasse tesserato qui in Italia, cosa che abbiamo chiesto, ma la società al momento rifiuta di farlo, vi chiedo gentilmente un consiglio di come fare. Grazie e cordiali saluti,

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    • L'angolo del Press ha detto:

      Buongiorno Cesare,
      purtroppo può fare ben poco nel senso, la società per la quale è tesserato suo figlio ovviamente non vuole perdere l’eventuale indennizzo FIBA che la società estera verserebbe. Dall’altra parte, la società estera cerca di far svincolare suo figlio così da non dover pagare.
      Le soluzioni sono due:
      1) la società estera paga il “fondo di solidarietà” alla società nella quale suo figlio è tesserato
      2) lei continua a far pressioni per far svincolare suo figlio in modo da tale che la società estera non debba pagare niente. Attenzione però che potrebbe essere che la società italiana dica: “vuole svincolare suo figlio?..paga lei il cartellino”
      Spero di essermi spiegato al meglio e di aver chiarito i suoi dubbi.

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  11. Francesco ha detto:

    Buonasera,
    Mio figlio, nato nel 1997 ultimo anno di giovanili, sarà dato in prestito ad una società di Serie D per il prossimo campionato.
    Vorrei sapere se la società che lo riceverà in prestito dovrà comunque pagare, secondo il regolamento FIP, un parametro alla società di appartenenza.

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    • L'angolo del Press ha detto:

      Buonasera,
      se Lei intende che verrà dato in prestito quest’anno (stagione 2017-2018) allora la società che lo riceverà non dovrà pagare perché è un semplice doppio utilizzo del giocatore, non avendo ancora finito le giovanili.
      Se Lei intende che andrà a giocare in serie D la prossima stagione (2018-2019) allora sì, la società dovrà pagare.

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  12. Maurizio ha detto:

    salve, i parametri indicati valgono anche per il femminile?

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  13. Luisa ha detto:

    Salve un’informazione, mio figlio quest’anno dovrebbe essere tesserato come under 15, siccome la società ha difficoltà con la palestra ci potrebbe essere la possibilità di non iscriversi al campionato. Può la società costringerlo a giocare in una società loro amica, o affiliata? O a questo punto il ragazzo può considerarsi libero di andare a giocare dove vuole? Grazie mille

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    • L'angolo del Press ha detto:

      Buongiorno Luisa, se la società dov’è tesserato non si iscriverà al campionato la possibilità più concreta è quella che lo diano in prestito a qualche società (affiliata o non). Suo figlio non può considerarsi libero perché la società non è fallita.
      D’altro canto è anche vero che la società dov’è tesserato ora non lo costringerà a giocare in un’altra società, ovviamente chiederà anche il suo parere.
      Spero di essermi chiarito! 🙂

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